Consumi elettrici ancora in crescita, fotovoltaico prima fonte rinnovabile del mese, stoccaggi gas al 46,5%. Un trimestre che racconta un mercato energetico in trasformazione accelerata.
A marzo 2026 il fabbisogno elettrico nazionale ha raggiunto 26,5 miliardi di kWh, con una crescita del 2,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel primo trimestre dell’anno il dato cumulato si attesta a 79,9 miliardi di kWh, in aumento del 3% rispetto al periodo gennaio-marzo 2025. Sono i numeri pubblicati da Terna il 21 aprile 2026, nel consueto comunicato mensile sul sistema elettrico nazionale.
[Leggi la sintesi di febbraio 2026, se vuoi un paragone]
La crescita dei consumi è distribuita su tutto il territorio, con intensità diversa a seconda delle aree: +1,9% al Nord, +3,1% al Centro, +4,6% al Sud e nelle Isole. Il dato più sostenuto nelle regioni meridionali conferma una ripresa produttiva e terziaria che, negli ultimi mesi, si era già segnalata come più dinamica rispetto al resto del Paese.
Vale la pena notare che marzo 2026 ha avuto 22 giorni lavorativi contro i 21 di marzo 2025, e una temperatura media mensile sostanzialmente invariata rispetto a un anno fa (-0,2°C). Anche corretto per questi fattori stagionali e di calendario, il dato segna un aumento del 2%: significa che la crescita ha una componente strutturale, non è frutto di circostanze contingenti.

Il fotovoltaico conquista il primato tra le rinnovabili
A marzo 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto complessivamente il 39,3% della domanda elettrica nazionale, in sostanziale stabilità rispetto al 40,2% di marzo 2025. Ma all’interno di questo equilibrio si muovono dinamiche molto significative, che vale la pena leggere con attenzione.
Il fotovoltaico si afferma per la prima volta come prima fonte rinnovabile del mese, con una produzione di 4 miliardi di kWh e un incremento del 17,1% rispetto a marzo 2025. L’incremento di 585 GWh rispetto all’anno precedente è imputabile quasi interamente alla crescita della capacità installata: da gennaio 2026 a oggi sono stati aggiunti +1.439 MW di nuova potenza solare. Un dato che racconta quanto il processo di installazione stia accelerando, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche del mese.
Crescita contenuta anche per la geotermia (+0,7%), mentre registrano flessioni l’idroelettrico (-7,4%) e l’eolico (-13,7%), quest’ultimo penalizzato da condizioni di ventosità meno favorevoli rispetto a marzo 2025. In calo anche la produzione termoelettrica (-6,9%), a conferma di una progressiva sostituzione delle fonti fossili nel mix di generazione nazionale.
Al 31 marzo 2026, la potenza rinnovabile installata in Italia ha raggiunto 85.167 MW complessivi, di cui 44.952 MW da solare e 13.831 MW da eolico. Gli impianti di accumulo energetico nel nostro Paese sono oggi 919.037, per una capacità complessiva di 18.808 MWh e una potenza nominale di 7.731 MW: numeri che testimoniano come la rete si stia progressivamente attrezzando per gestire la variabilità della generazione rinnovabile.
Gas naturale: stoccaggi solidi, ma i prezzi raccontano un’altra storia
Marzo 2026 è stato un mese segnato da tensioni significative sul mercato del gas, legate alla crisi geopolitica in Medio Oriente e alle sue ricadute sui flussi di GNL globali. In questo contesto, i dati sugli stoccaggi italiani rappresentano un elemento di stabilità strutturale, ma non bastano da soli a isolare le imprese dalla volatilità dei prezzi.
Sul fronte delle riserve, l’Italia si trova in una posizione di vantaggio relativo rispetto al resto d’Europa. La campagna di iniezione è già in corso e gli stoccaggi italiani hanno raggiunto il 46,5% della capacità disponibile, a fronte di una media europea che si attesta intorno al 30,6%. Snam ha assegnato attraverso le ultime aste 17,5 miliardi di metri cubi su una capacità totale di poco superiore a 19 miliardi, raggiungendo l’obiettivo del 90% di riempimento programmato. Un margine che garantisce continuità di approvvigionamento nel breve termine e posiziona l’Italia come uno dei sistemi gas più robusti del continente.
Sul fronte dei prezzi, la situazione è più articolata. Le tensioni legate alla chiusura parziale dello Stretto di Hormuz a fine febbraio 2026 hanno generato una fiammata sulle quotazioni: il gas sul mercato italiano ha registrato un rialzo del 33,7% rispetto alla media di febbraio, con il prezzo dell’energia elettrica in crescita del 24,6% nelle stesse settimane. Il PUN Index GME di marzo 2026 si è attestato a una media mensile di 0,1434 €/kWh (fonte: GME, dettaglio mensile 03/2026), con picchi nelle fasce di punta che hanno superato i 0,25 €/kWh nella prima settimana del mese. Valori che hanno riproposto, sia pure in forma attenuata rispetto al 2022, la questione della vulnerabilità del sistema energetico italiano agli shock geopolitici esterni.
Cosa osservare nei prossimi mesi
Il quadro che emerge dai dati di marzo consolida alcune tendenze già in atto e ne aggiunge di nuove. Sul fronte elettrico, la domanda cresce in modo strutturale, la transizione rinnovabile accelera sul fronte solare, i consumi industriali segnalano una ripresa produttiva diffusa. Sul fronte gas, la solidità degli stoccaggi convive con una volatilità dei prezzi che resta elevata e strettamente dipendente da fattori geopolitici difficili da prevedere.
Per un’impresa, questo scenario ha una lettura operativa precisa: la gestione dell’energia non è più un costo fisso da ottimizzare una volta all’anno, ma una variabile che richiede attenzione continuativa. Capire come si forma il prezzo dell’energia, conoscere i meccanismi di approvvigionamento e scegliere le condizioni contrattuali più adeguate al proprio profilo di consumo sono oggi elementi concreti di competitività, non dettagli tecnici da delegare.
Avere un fornitore che ti accompagna in questa lettura — e non si limita a consegnare una bolletta — fa la differenza.
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