Nel 2025 la quota rinnovabile del mix nazionale scende dal 51,83% al 49,38%. Nel mix Lenergia sale dal 13,01% al 42,99%.
Ogni anno, verso la fine di giugno, il Gestore dei Servizi Energetici pubblica un dato che passa quasi inosservato ma che finisce nella bolletta di ogni impresa italiana: il mix energetico. È la fotografia delle fonti da cui proviene l’energia elettrica immessa nella rete nazionale, e per obbligo di legge ogni venditore deve affiancarci il proprio.
Quest’anno la fotografia nazionale racconta un rallentamento. Nel 2025 le fonti rinnovabili coprono il 49,38% dell’energia immessa in rete, contro il 51,83% dell’anno precedente. In termini assoluti significa 115,1 terawattora contro i 118,4 del 2024, una flessione del 2,8%. A pesare sono soprattutto l’idroelettrico, in calo del 21,2% per un’annata idrologica sfavorevole, e l’eolico, giù del 3,3%. In controtendenza il fotovoltaico, che cresce del 25,1% e assorbe buona parte della riduzione. Sul fronte opposto, la generazione da fonti fossili sale da 110 a 118 terawattora, trainata dal gas naturale.
È un promemoria utile su come funziona davvero la transizione energetica: non procede in linea retta, e un anno di pioggia in meno può spostare i numeri più di molte scelte industriali.
Il mix Lenergia nel 2025
Nello stesso periodo, la quota di fonti rinnovabili nel mix energetico di Lenergia passa dal 13,01% del 2024 al 42,99% del 2025. Il carbone scende dall’11,24% all’1,42%, il gas naturale dal 62,91% al 50,19%, mentre la quota di origine nucleare si azzera. Il divario rispetto alla media nazionale, che nel 2024 superava i trentotto punti percentuali, si riduce a poco più di sei.
| Fonti primarie | Mix nazionale 2025 | Mix Lenergia 2025 |
|---|---|---|
| Rinnovabili | 49,38% | 42,99% |
| Carbone | 1,25% | 1,42% |
| Gas naturale | 44,57% | 50,19% |
| Prodotti petroliferi | 0,40% | 0,45% |
| Nucleare | 0,00% | 0,00% |
| Lignite | 0,00% | 0,00% |
| Altre | 4,40% | 4,95% |
Fonte dei dati: elaborazione su dati del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). I valori relativi all’anno più recente possono essere soggetti a conguaglio. I valori percentuali sono arrotondati alla seconda cifra decimale; la somma di ciascuna colonna è pari al 100%.
Perché il mix di un venditore cambia
Il mix di una società di vendita non dipende da quali centrali producono l’energia, perché una società di vendita non produce: acquista energia sul mercato e la fornisce ai clienti finali. Dipende invece da due fattori, che nel 2025 si sono mossi insieme.
Il primo è la composizione del portafoglio di approvvigionamento, cioè da quali controparti e con quali contratti l’energia viene acquistata nel corso dell’anno. Il secondo è la certificazione: lo strumento previsto dalla normativa europea è la Garanzia di Origine, un certificato elettronico emesso dal GSE che attesta la produzione rinnovabile di un megawattora e che, una volta annullato a favore di un cliente, non può più essere utilizzato da nessun altro.
Nel 2025 Lenergia ha modificato la composizione del proprio portafoglio, aumentando la quota acquistata da fonti rinnovabili, e ha parallelamente incrementato il volume di Garanzie di Origine annullate a favore dei propri clienti. È la combinazione di questi due movimenti a spiegare la variazione registrata nel mix.
Che cosa significa per la tua impresa
Vale la pena chiarire un punto che genera spesso confusione, perché evita aspettative sbagliate. L’energia elettrica, una volta immessa in rete, non è tracciabile fisicamente: gli elettroni che alimentano il contatore della tua azienda non hanno un’etichetta di provenienza. Il mix energetico non descrive quindi che cosa arriva materialmente alla presa, ma è il sistema di rendicontazione condiviso che permette di attribuire correttamente le quote di ciascuna fonte. È lo stesso principio con cui funziona la contabilità: non segue le singole banconote, ma dice con precisione a chi appartengono.
Per un’impresa questo dato ha comunque un valore concreto. Entra nel calcolo delle emissioni indirette legate al consumo di energia elettrica, quelle che nei bilanci di sostenibilità rientrano nello Scope 2, e i fattori di emissione da applicare sono quelli pubblicati ogni anno da ISPRA. Se la tua azienda redige un bilancio di sostenibilità, o se un cliente lungo la filiera ti chiede conto della tua impronta ambientale, il mix del tuo fornitore è una delle informazioni da cui si parte.
Energia verde: perché non dovresti più farne a meno
Il mix che leggi in bolletta è la media di tutta l’energia venduta. La quota che riguarda te, però, dipende dall’offerta che hai scelto: è quello che la normativa chiama mix per contratto, ed è l’unico dato che parla davvero della tua azienda.
Sottoscrivendo un’offerta che prevede la Garanzia di Origine, il GSE annulla a tuo nome un certificato per ogni megawattora consumato, e quel certificato non può più essere attribuito a nessun altro. È il meccanismo previsto dalla normativa europea per affermare, con un documento verificabile e non con una dichiarazione di intenti, che i consumi elettrici della tua impresa sono coperti da produzione da fonti rinnovabili.
Per un’azienda che redige un bilancio di sostenibilità, che partecipa a gare con criteri ambientali o che risponde alle richieste di un cliente più grande lungo la filiera, è la differenza tra citare una media nazionale e poter portare un dato proprio.
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Dove trovare e verificare i dati
I dati completi sono pubblicati sul sito del GSE, che li calcola e li rende disponibili sia per il mix nazionale sia, attraverso il portale Fuel Mix, per l’energia venduta da ciascun operatore. La composizione integrale del mix Lenergia per gli anni 2024 e 2025, insieme alla spiegazione di come leggere la tabella che trovi in fattura, è disponibile nella pagina dedicata al mix energetico della sezione Supporto.
