I dati ufficiali di Terna certificano un giugno in crescita: la domanda elettrica nazionale sale dell’1,8% e raggiunge i 28 TWh, il valore mensile più alto degli ultimi dieci anni. Bene anche i consumi industriali, mentre il fotovoltaico si conferma la prima fonte rinnovabile del mese. Ecco la fotografia completa, spiegata con parole semplici.
Secondo il comunicato diffuso da Terna il 21 luglio 2026, a giugno il fabbisogno elettrico italiano è cresciuto dell’1,8% rispetto allo stesso mese del 2025, segnando il decimo mese consecutivo con il segno più. Un dato che vale ancora di più se si considera che il confronto avviene con un giugno 2025 già molto alto (+7,5%): nonostante quella base di partenza elevata, la domanda ha raggiunto i 28 TWh, il livello di giugno più alto dell’ultimo decennio.
Nel complesso del primo semestre 2026, il fabbisogno risulta in aumento del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La crescita, insomma, non è un episodio isolato ma una tendenza che si consolida mese dopo mese.

La domanda nel dettaglio: cosa dicono davvero i numeri
Un dato grezzo, da solo, racconta solo metà della storia. Giugno 2026 ha avuto un giorno lavorativo in più rispetto al 2025 (21 contro 20) e temperature sopra la media decennale, pur inferiori a quelle eccezionali del giugno precedente. Depurando la variazione da questi effetti di calendario e temperatura, la crescita “reale” sale al +2,9%; considerando il solo effetto della temperatura, sarebbe stata del +3,5%. In termini congiunturali, cioè rispetto al mese precedente e al netto delle stagionalità, l’aumento è dell’1%.
La crescita è stata diffusa su tutto il territorio: +1,6% al Nord, +1,8% al Centro e +2,1% al Sud e nelle Isole.
C’è poi il dato che ha fatto notizia: il picco di potenza. Il 29 giugno il consumo istantaneo ha toccato i 57,4 GW, in aumento del 3,6% sul 2025 e valore record per il mese di giugno, spinto dalle temperature elevate dell’ultima decade. Vale la pena ricordare la differenza: il picco di potenza è l’energia richiesta in un singolo istante di massima domanda, mentre i 28 TWh sono la quantità complessiva consumata nell’intero mese. Due misure diverse, entrambe utili a leggere il quadro.
I consumi industriali: decimo mese di crescita
Per chi guarda all’economia produttiva, il segnale più interessante arriva dall’industria. L’indice IMCEI, che Terna elabora sui consumi elettrici di circa 1.000 imprese energivore, segna a giugno un +3,1% su base annua: anche in questo caso, il decimo mese consecutivo di crescita. Sul primo semestre il progresso sale al +4,3%.
Il quadro, come sempre, è a più velocità. Tra i comparti in crescita spiccano la siderurgia, le ceramiche e vetrarie, la cartaria e i mezzi di trasporto; risultano invece in flessione chimica, meccanica, metalli non ferrosi, alimentari e il settore cemento, calce e gesso.
Da dove arriva la nostra energia
A giugno la produzione nazionale ha coperto l’84,9% della domanda, mentre il restante 15,1% è arrivato dal saldo con l’estero, rimasto sostanzialmente stabile. La produzione nazionale netta si è attestata a 24,2 TWh, in crescita del 2,6%.
Le fonti rinnovabili hanno coperto il 47% della domanda elettrica nazionale, in calo rispetto al 49,5% di giugno 2025. Dietro questa media si muovono dinamiche molto diverse: in flessione l’idroelettrico (-23,7%), le bioenergie (-8,4%), il geotermico (-2,1%) e l’eolico (-3,2%), mentre il fotovoltaico è cresciuto del 15,7%, superando i 6,5 TWh e confermandosi la prima fonte rinnovabile del mese. A compensare la minore produzione delle fonti intermittenti e a coprire le punte di fabbisogno è intervenuta soprattutto la fonte termica (+8%).
Un dettaglio racconta bene la direzione di marcia: l’aumento della produzione fotovoltaica è dovuto quasi per intero alla nuova capacità installata, che ha più che compensato una minore producibilità legata all’irraggiamento.
La capacità rinnovabile continua a crescere
A giugno la capacità rinnovabile installata è aumentata di 533 MW. Al 30 giugno l’Italia conta 86,95 GW di potenza rinnovabile installata, di cui 46,61 GW di solare e 13,96 GW di eolico. Nel solo primo semestre 2026 la capacità rinnovabile è cresciuta di circa 3,5 GW. Cresce anche il fronte degli accumuli, con quasi 944 mila impianti per una capacità complessiva di 19,34 GWh.
Guardando avanti, il caldo di luglio ha già spinto la domanda oltre i livelli di giugno, come abbiamo raccontato qui: i dati provvisori parlano di nuovi picchi, che troveranno conferma nel prossimo rapporto mensile.
Continueremo a seguirli per voi, traducendo i numeri in qualcosa di utile alle vostre decisioni.
