La domanda elettrica italiana cresce ai massimi per il mese di agosto, mentre sul mercato del gas tornano a emergere segnali di pressione sui prezzi. Una lettura dei dati Terna e ARERA per comprendere meglio lo scenario energetico all’ingresso dell’autunno.
Il mercato energetico italiano arriva all’autunno con diversi indicatori da osservare. Lo abbiamo accennato anche qui, in questa rapida analisi di fine estate, sui dati di luglio 2026.
Il primo riguarda i consumi: ad agosto 2026 la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto 28,9 TWh, il valore più alto mai registrato per questo mese, con un incremento del 16,5% rispetto ad agosto 2025.
Le temperature particolarmente elevate hanno avuto un peso rilevante, soprattutto per l’aumento dell’utilizzo dei sistemi di raffrescamento. Ma il dato non è spiegato esclusivamente dal clima: anche correggendo la domanda per gli effetti di temperatura e calendario, la variazione tendenziale rimane positiva per il 5,9%. Parallelamente, sul mercato del gas le quotazioni all’ingrosso hanno registrato un nuovo rialzo. Per agosto ARERA ha comunicato un aumento del 6,9% rispetto a luglio della spesa dell’utente tipo nel Servizio di tutela della vulnerabilità, con la componente relativa alla materia prima salita a circa 64,15 €/MWh. Il dato riguarda esclusivamente questo servizio e non rappresenta quindi una variazione generalizzata delle condizioni applicate sul mercato libero.
Sono fenomeni differenti, che non devono essere sovrapposti. Letti insieme, però, contribuiscono a descrivere un mercato che entra nei mesi autunnali con domanda sostenuta e quotazioni energetiche nuovamente più dinamiche.
Agosto 2026: la domanda elettrica raggiunge 28,9 TWh
Il dato più evidente del mese arriva dai consumi elettrici.
Ad agosto la richiesta di energia elettrica sulla rete italiana ha raggiunto 28,9 TWh, segnando una crescita del 16,5% rispetto allo stesso mese del 2025 (Comunicati Stampa, Terna 21/09/2026)
Una variazione così marcata risente inevitabilmente del confronto con l’anno precedente e delle condizioni meteorologiche. Le temperature sono rimaste sensibilmente superiori a quelle registrate nell’agosto 2025 e, nelle ore notturne, la differenza media ha raggiunto i 5 °C.
Questo ha determinato un ricorso maggiore alla climatizzazione, contribuendo all’aumento della domanda.
Il dato più interessante per leggere la dinamica al di là della componente stagionale è però quello corretto per temperatura e calendario: anche dopo questa rettifica, la domanda risulta superiore del 5,9% rispetto ad agosto 2025.
Inoltre, nel periodo gennaio-agosto 2026 il fabbisogno elettrico nazionale risulta complessivamente in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Non si tratta quindi soltanto dell’effetto di un mese particolarmente caldo. Il dato di agosto si inserisce in una fase di crescita della domanda che merita attenzione anche nei prossimi mesi.

Rinnovabili al 41,4%: cresce il fotovoltaico, ma cambia il mix
Anche la composizione della produzione offre indicazioni interessanti.
Ad agosto le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,4% del fabbisogno elettrico nazionale. A sostenere il dato è stato soprattutto il fotovoltaico, che ha raggiunto 6,2 TWh di produzione, con una crescita del 20,4% rispetto ad agosto 2025.
Continua parallelamente l’espansione della capacità installata: nel solo mese di agosto sono stati aggiunti 417 MW, portando a circa 4,6 GW la nuova capacità accumulata dall’inizio dell’anno.
La crescita del fotovoltaico non coincide però con un incremento altrettanto rilevante dell’intera produzione rinnovabile.
Eolico, idroelettrico, geotermico e bioenergie hanno infatti registrato variazioni negative rispetto allo stesso mese del 2025. Complessivamente, la produzione da fonti rinnovabili è aumentata solamente dello 0,4%.
Per soddisfare una domanda significativamente più elevata sono cresciuti anche il ricorso alla produzione termoelettrica e le importazioni di energia dall’estero, queste ultime in aumento del 25,2%.
È un passaggio importante nella lettura del dato: la crescita della capacità rinnovabile prosegue, ma l’equilibrio del sistema dipende contemporaneamente dall’andamento della domanda, dalla disponibilità delle singole fonti e dagli scambi con gli altri Paesi.
Anche i consumi industriali restano in crescita
La dinamica riguarda anche il sistema produttivo.
L’indice IMCEI di Terna, costruito sui consumi elettrici di circa mille imprese industriali energivore, registra ad agosto una crescita dell’1,1% rispetto allo stesso mese del 2025.
Considerando i primi otto mesi dell’anno, l’incremento raggiunge il 3,7%.
Il dato mensile è naturalmente più contenuto rispetto all’aumento della domanda elettrica complessiva, fortemente influenzata dalle temperature, ma conferma un elemento già emerso nel corso del 2026: i consumi industriali stanno mantenendo un andamento positivo.
Già a maggio Terna segnalava infatti il nono mese consecutivo di crescita dell’indice IMCEI e un tasso medio annuo di crescita intorno al 5% del dato mensile corretto per gli effetti di calendario a partire da novembre 2024.
Per chi opera nel mercato energetico B2B è un’indicazione da seguire: l’evoluzione della domanda delle imprese resta una delle variabili da mettere in relazione con prezzi, profili di consumo e strategie di approvvigionamento.
Prezzi elettrici: aumenta l’attenzione sull’andamento del mercato
Anche sul fronte elettrico le dinamiche dei prezzi sono sotto osservazione.
Il 6 agosto ARERA ha comunicato di aver rafforzato la propria Unità di Vigilanza in relazione al rincaro dei prezzi dell’energia elettrica. L’intervento si inserisce nell’attività di monitoraggio delle dinamiche di formazione dei prezzi e del corretto funzionamento dei mercati.
È un segnale diverso rispetto agli aggiornamenti tariffari del gas, ma utile per comprendere il contesto.
Domanda, produzione, disponibilità delle fonti, importazioni, prezzi del gas e andamento dei mercati all’ingrosso sono infatti variabili differenti ma interconnesse all’interno del sistema energetico.
Per questo non sarebbe corretto leggere il +16,5% dei consumi elettrici di agosto come una previsione automatica di aumento dei prezzi.
Il dato indica piuttosto che il sistema sta attraversando una fase caratterizzata da una domanda sostenuta proprio mentre alcune componenti del mercato energetico mostrano una maggiore volatilità rispetto ai mesi precedenti.
Cosa significa questo scenario per le imprese
Per un’impresa, il dato più utile non è stabilire se “le bollette aumenteranno” in termini generali.
L’impatto delle variazioni dei mercati energetici dipende infatti dal tipo di contratto sottoscritto, dalla struttura della formula economica, dal profilo di consumo e dalle scadenze della fornitura.
Un’offerta a prezzo fisso e una formula indicizzata rispondono in maniera diversa alle oscillazioni dell’ingrosso. All’interno delle offerte indicizzate, inoltre, assumono particolare rilevanza l’indice di riferimento, lo spread applicato e le altre componenti previste dal contratto.
Per un consulente energetico, una fase di maggiore dinamismo del mercato rende quindi ancora più importante conoscere nel dettaglio:
- la struttura del prezzo della fornitura;
- l’eventuale esposizione agli indici di mercato;
- i profili e i volumi di consumo dell’impresa;
- le scadenze contrattuali;
- le possibili strategie di gestione del prezzo in funzione delle esigenze del cliente.
L’obiettivo non è anticipare con certezza l’andamento futuro delle quotazioni — operazione particolarmente complessa in un mercato influenzato da numerose variabili — ma valutare consapevolmente il livello di esposizione dell’impresa ai movimenti del mercato.
Verso l’autunno: quali indicatori osservare
I dati di agosto restituiscono quindi una fotografia utile, ma necessariamente parziale.
Nei prossimi mesi sarà importante verificare se la crescita della domanda elettrica osservata durante l’estate manterrà la stessa intensità una volta ridotto l’effetto delle temperature.
Sul fronte del gas andrà invece seguito l’andamento delle quotazioni al PSV e dei mercati europei, insieme agli altri fattori che tradizionalmente diventano più rilevanti con l’avvicinarsi della stagione invernale.
Per chi opera quotidianamente nel settore energetico, alcuni indicatori meritano quindi particolare attenzione: andamento di PUN Index e PSV, domanda elettrica nazionale, produzione da fonti rinnovabili e termoelettriche, importazioni, consumi industriali e condizioni dei mercati internazionali.
Più che un singolo numero, è l’evoluzione congiunta di queste variabili a offrire indicazioni sul contesto nel quale imprese, consulenti e operatori dovranno muoversi nei prossimi mesi.
I dati di agosto mostrano già un punto con chiarezza: dopo una prima parte dell’anno caratterizzata da una crescita progressiva della domanda, l’autunno 2026 si apre con un mercato energetico che richiede nuovamente attenzione ai fondamentali e alla gestione del rischio prezzo.
Fonti
Terna, Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico – agosto 2026: domanda elettrica, mix di produzione, fonti rinnovabili e indice IMCEI.
ARERA, Gas: valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità per agosto 2026, 2 settembre 2026.
ARERA, Valore CMEM,m – Servizio di tutela della vulnerabilità: serie mensile della componente di approvvigionamento gas.
ARERA, Rincaro dei prezzi dell’energia elettrica: ARERA rafforza l’Unità di Vigilanza, 6 agosto 2026.
